Conferenza sul culto alla Madonna della Buona Nuova PDF Stampa E-mail

 

Grande partecipazione di pubblico ieri, Martedì 6 Settembre 2011, alla Conferenza multimediale sul culto alla Madonna della Buona Nuova e sulla statua della Compatrona in occasione del primo centenario dalla sua realizzazione.
L’incontro, che si è tenuto nella chiesa madre di San Giovanni Battista, organizzato dalle parrocchie San Giovanni Battista e Santa Maria La Nova e dalla Commissione per i festeggiamenti in onore della Madonna, ha visto la partecipazione di don Salvatore Coco attuale parroco della parrocchia di Santa Maria La Stella, direttore dell’Ufficio diocesano Beni culturali, già parroco delle parrocchie trezzote, e del suo successore don Giovanni Mammino.
Nella prima parte, padre Coco ha voluto porre l’attenzione sul culto alla Madonna che risale fin dal XV secolo, quando dalla Reitana fu importata la devozione nei confronti della Vergine “A nova”, portatrice della buona notizia”, nella cappella prima rivolta verso l’attuale via Marina e poi ricostruita ed ingrandita con l’ingresso su via Provinciale dove veniva venerato un affresco raffigurante una Madonna che tiene in braccio il Bambin Gesù che con una mano sorregge un bastimento.
Il culto andò sempre più a crescere e, da una furiosa lite con un gruppo di trezzoti che nel 1907 organizzarono una festa di quartiere in onore della Madonna del Carmelo, in poco tempo alcuni fedeli organizzarono la prima festa della Madonna della Buona Nuova.
Con il passare degli anni però la necessità di avere una statua si accentuò, e grazie alla generosità di Giuseppe Musumeci prima e di don Concetto Vasta poi, sostenuto da un gran numero di concittadini, fu dato mandato allo scultore Angelo Musmeci di realizzare la statua. 
L’artista acese completò la sua opera nel 1911, quando il 6 Settembre venne portata ad Acitrezza e trionfalmente accolta da uno stuolo di devoti presso il quartiere “Barriera”. Un violento acquazzone rovinò però la festa ed il simulacro venne subito riparato nella cappella di via Provinciale, per essere portato in chiesa alcuni giorni dopo.
Nel 1923, don Concetto Vasta si curò di realizzare un fercolo per dar seguito alla volontà della cittadinanza di avere la “festa esterna”. Nacque così la parrocchia di Santa Maria La Nova, per volere prima di don Salvatore De Maria e poi di don Alfio Coco, per servire le famiglie della zona nuova di Trezza, e quale suggello per il grande attaccamento dei trezzoti nei confronti della loro Compatrona.
 
La seconda parte, invece, ha registrato l’intervento di don Giovanni Mammino sulla scuola d’arte statuaria acese che ha visto tra i protagonisti anche lo scultore Musmeci. A lui è attribuita la realizzazione di diverse statue come la Madonna della Scala, considerata la “gemella” della Madonna della Buona Nuova di Acitrezza.
L’acese Musmeci, per far venire alla luce la sua opera, utilizzò come modello base la figlia, mentre l’ancora, il bastimento e le corone della Vergine e del Bambinello furono donate dalla comunità trezzota, come evidenziato dallo slide show di padre Giovanni. 
Il contratto per la realizzazione della statua, alcuni pezzi antichi del simulacro negli anni sostituiti a causa dell’usura del tempo, parti del vecchio fercolo della Madonna della Buona Nuova costruito nel 1923 da don Concetto Vasta, preghiere, immagini e programmi della festa degli anni passati, sono stati poi oggetto dell’intervento del parroco e assoluti protagonisti della mostra allestita nella navata laterale della chiesa.
Particolarmente apprezzato, infine, è stato il breve filmato curato dal regista trezzoto Angelo Fragalà che, con il montaggio delle sue immagini, ha fatto rivivere al pubblico le emozioni ed i ricordi dei momenti di festa passati, attraverso un omaggio di devozione e fede in occasione della ricorrenza del primo centenario di vita della statua della Madonna Compatrona di Acitrezza.
 
Acitrezza, 7 Settembre 2011
Il responsabile per la comunicazione
Davide Bonaccorso              
 
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