Discorso "Ultimo banchetto a Trezza" (01-03-2009) PDF Stampa E-mail

Discorso introduttivo in occasione della presentazione del volume

Ultimo banchetto a Trezza di don Salvatore Coco

Acitrezza, 1 marzo 2009

 

 

         Eccellenza Reverendissima, Gentili autorità civili e militari, carissimi amici qui convenuti presso il nostro Oratorio parrocchiale.

         Con grande gioia e commozione accolgo tutti voi in questo salone che per diversi anni ho visto vuoto, spoglio e malandato. Dopo gli anni dell’oblìo, i primi ad entrare sono stati i ragazzi, coloro che effettivamente rappresentano l’anima di questo Oratorio. Vedendo i loro volti ho visto risorgere questo luogo e ne ho provato consolazione, dopo anni di fatiche e preoccupazioni.

L’evento di questa sera non vuole essere l’inaugurazione ufficiale del nostro Oratorio. Come potete vedere, tanto resta ancora da fare per portare a compimento l’opera di riqualificazione e le rifiniture. Questa sera vogliamo solo far rivivere questo luogo attraverso una iniziativa che necessariamente si inserisce all’interno di un ampio progetto culturale ed educativo. L’Oratorio viene gradualmente riaperto per essere utilizzato con criterio, nel rispetto delle finalità e per vivere delle esperienze che aiutano le nuove generazioni a formare una personalità forte e matura, a partire da un cammino di fede, per un rinnovato impegno a favore della società del nostro tempo. La nostra comunità parrocchiale, fra le varie attività, promuove già da diversi anni delle pubblicazioni a carattere storico e letterario, grazie alla disponibilità di Mauro Bonanno, attraverso la sua casa editrice A&B. Siamo già arrivati a sette pubblicazioni che rappresentano un punto di riferimento per quanto riguarda la storia e la cultura di questa nostra cittadina. Siamo grati a don Salvatore che ancora una volta offre un dono a questa sua comunità. Egli, ancora una volta, manifesta una grande capacità nel saper narrare vicende e sensazioni, rileggendo una storia spesso poco conosciuta ma che ci appartiene. I racconti sono ancorati al passato ma non hanno niente di nostalgico. Letti in profondità, molti di essi interpellano il presente, ponendo delle domande alle quali non possiamo sottrarci. Corriamo infatti il serio rischio di perdere l’identità se non sappiamo rileggere la nostra storia per costruire con tenacia il nostro futuro. Siamo come le tele della nostra chiesa che di anno in anno sbiadiscono e si deteriorano in attesa di un promesso restauro, o come i libri ben conservati e chiusi negli scatoli che attendono degli accoglienti scaffali per formare la biblioteca dell’Oratorio.

         Ringrazio tutti voi per aver accolto il nostro invito, il nostro Vescovo, le gentili autorità qui presenti, ed in particolare il dott. Umberto D’Arrò per la disponibilità a mettere a disposizione i suoi talenti per questa comunità alla quale appartiene. Un sentito ringraziamento a tutti coloro che con il loro impegno hanno reso possibile la realizzazione di questo evento.

Auguro a tutti voi di trascorrere una piacevole serata in questo luogo che ha alle spalle una lunga e travagliata storia e che rappresenta visibilmente la voglia di riscatto di una comunità che continua a camminare nei sentieri del tempo e della storia sotto lo sguardo di Colui che è misericordia infinita, via verità e vita.

 

Don Giovanni Mammino

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