Prefazione al volume "Trezza gentile" di Maria Grazia Vasta Sineri PDF Stampa E-mail

 

            Ci sono persone che in un arco di tempo lungo o breve lasciano una impronta profonda nella comunità in cui vivono. Esistono persone che, mettendo a frutto i talenti personali, riescono a suscitare forti cariche ideali. Ci sono persone che, con fede e amore, lavorano e lottano fino in fondo per realizzare grandi progetti. È questo il caso di Concetto Vasta nel contesto storico di Acitrezza agli inizi del Novecento. Un uomo che venne da semplice lavoratore, ma che ad Acitrezza lasciò il cuore, non solo perché vi incontrò la donna della sua vita e vi si stabilì con la famiglia, ma perché volle condividere tutte le vicissitudini di quella cittadina. Studiare la figura di Concetto Vasta significa far luce sulla storia di Acitrezza. La sua vicenda si intreccia con quella di don Salvatore De Maria del quale condivide gli slanci ideali, lo spirito combattivo e l’apostolato cristiano. Egli è la persona di fiducia degli arcipreti De Maria e Coco, perché, da buon artigiano, possiede spirito pratico e il gusto del bello. Vive intensamente la vita politica da fervente cristiano senza temere le grandi sfide, portando ad Acitrezza quel grande movimento sociale cattolico che animò la vita italiana tra fine Ottocento e inizi Novecento. Egli è l’organizzatore della festa della Madonna della Buona Nuova; non una festa chiassosa ma semplice, composta, e pervasa da forte devozione mariana. Egli è il poeta che sa esprimere i sentimenti più nobili e l’oratore ufficiale che sa ben porgere la parola in occasione di grandi eventi.

 

Occorre riconoscere il merito a Maria Grazia Vasta Sineri di aver custodito la memoria di Concetto Vasta, memoria destinata a svanire o a restare nel campo dell’aneddotica. Grazie alle sue ricerche e allo studio comparato tra le carte personali del Vasta e quelle dell’archivio parrocchiale è stato possibile ricostruire il quadro completo su fatti e vicende di Acitrezza della prima metà del Novecento. Ma c’è ancora tanto da fare per quanto riguarda lo studio serio e sistematico dei documenti d’archivio. Ben vengano tali pubblicazioni attraverso le quali si dà voce agli archivi e si ricostruisce la memoria di fatti e persone da ricordare con forte senso di gratitudine. Da buon ebanista Concetto Vasta ha realizzato ad Acitrezza molte porte, finestre, armadi ed opere d’arte in genere. Anche noi vogliamo seguirlo aprendo porte e finestre sulla nostra storia, ma anche realizzando armadi per custodire i tesori della memoria dei quali non possiamo fare a meno se vogliamo vivere pienamente il presente e aprirci al futuro.

 

Don Giovanni Mammino

Arciprete parroco di Acitrezza

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