Presentazione romanzo "Rivolgimenti" di don Salvatore Coco PDF Stampa E-mail

 
È stato presentato ufficialmente Sabato 10 Settembre 2011, nella chiesa di San Giovanni Battista ad Acitrezza, al pubblico ed alla stampa, il romanzo “Rivolgimenti” scritto da don Salvatore Coco.
L’evento, che si è tenuto nell’ambito del programma delle manifestazioni artistiche e culturali messo a punto dalla Commissione per i festeggiamenti in onore della Madonna della Buona Nuova, in collaborazione con le comunità parrocchiali San Giovanni Battista e Santa Maria La Nova, in occasione della festa della Compatrona di Acitrezza nel primo centenario dalla realizzazione dell’antico simulacro, ha registrato una chiesa gremita in ogni ordine di posto.
Ad introdurre il libro è stato il parroco di Acitrezza, e docente di Storia della chiesa presso lo Studio teologico “San Paolo” di Catania, don Giovanni Mammino, autore della premessa del volume, che ha esposto attraverso la proiezione di immagini e parole chiave, le tematiche contenute all’interno del romanzo come l’amore, il lavoro, la politica, la fede, la fedeltà.
Nel contesto della serata, inoltre, nel celebrare l’acqua come elemento essenziale per l’umanità e protagonista del testo di don Salvatore Coco, il registra amatoriale trezzoto Angelo Fragalà ha presentato per la prima volta la sua nuova produzione dal titolo “Life”, con musiche del giovane compositore di colonne sonore Julius Dobos, stimato musicista a livello internazionale, riscuotendo gli applausi e gli apprezzamenti da parte del pubblico presente.
A concludere la serie di interventi è stato l’autore di “Rivolgimenti”, attuale parroco della parrocchia di Santa Maria La Stella e direttore dell’Ufficio diocesano Beni Culturali, che ha voluto ripercorrere tutte le tappe che hanno portato alla nascita di quest’opera che è prodotta dal “Gruppo editoriale – A. & B. editrice” di Acireale.
Avvincente e curioso il testo, che all’interno contiene un omaggio all’unità d’Italia, del quale oggi si festeggiano i 150 anni, ma soprattutto rappresenta un filo sottile che lega in maniera immaginaria le tappe del ministero sacerdotale di don Salvatore Coco.
Ottanta anni di storia e rivolgimenti raccontati in un’unica giornata, che inizia ad Acitrezza con una colazione a casa dell’arciprete Salvatore Spina, e finisce con una cena nel terrazzo della famiglia Cosentini con una poesia dedicata al Vescovo Gerlando Maria Genuardi dal giovane chierico Salvatore De Maria, che di Trezza sarà poi parroco.
 
E’ l’occasione per l’autore di risvegliare l’attenzione per il micro universo dei nostri paesi, ripercorrendone la storia, rivelando soprattutto gli elementi validi che hanno sino ad oggi permesso i cambiamenti ed il sorgere di nuove aggregazioni umane.
Tutto ha inizio a Trezza nel 1810, quando i Riggio governavano e lo “Scaro” era il punto nevralgico del commercio, poiché sbocco naturale del feudo di don Stefano II. Con l’acquisto dei diritti secreziali il porto divenne centro del contrabbando di merci, e fu la ricchezza di varie famiglie della zona come quella di Giovanni Roncisvalle, proprietari di numerosi magazzini nella marina trezzota.
Don Giovanni aveva ottenuto dai Riggio il controllo delle terre del “Chianu jaddu”, una delle linere del “Bosco di Aci” dove venivano prodotte le derrate alimentari caricate poi sulle feluche ormeggiate al porto di Trezza. In queste terre l’equilibrio economico e sociale era anche tenuto sotto controllo dalle famiglie Calì, Cosentini, Rossi e Vigo, che si curarono di far sviluppare i piccoli insediamenti creati urbani e la costruzione di nuove chiese da destinare ai preti di famiglia.
Da una orgogliosa pretesa del Roncisvalle nei confronti dei Calì, nasce una nuova chiesa con l’intento di radunare sotto di essa i contadini abitanti del “Chianu jaddu”, e nel contempo anche don Mariano Cosentini e le sue sorelle suore pensa ad una sua chiesa con diritto di patronato per dar conforto religioso ai lavoratori delle terre del “Pisano di sotto”.
Sono tutti rivolgimenti, che si mischiano con le vicende regionali e nazionali come i moti rivoluzionari ed il plebiscito per l’unità d’Italia. Ad emergere in questa storia è la figura del protagonista don Minico Parlatore, personaggio realmente esistito, prima fattore di don Giovanni Roncisvalle poi, cacciato via, uomo di fiducia della famiglia Cosentini.
Attorno ad esso si sviluppano tante storie e si comprende come, dalla lotta serrata delle famiglie sui territori, siano nati questi paesi un tempo ritenuti frazione del comune di Acireale. Sarà proprio don Minico il pioniere della costruzione di una nuova identità per il paese di Cosentini, in quei luoghi ormai lontani dalla logica feudale e consegnati ad una economia legata allo sfruttamento del terreno da sottrarre ai boschi.
Saranno molteplici i rivolgimenti che investiranno questo lembo di terra, a partire dal declino dei Riggio, fino a passare dalla tormentata esistenza del Roncisvalle, senza mai dimenticare il sogno divenuto realtà dei Cosentini che, dopo l’istituzione della diocesi di Acireale, consegnarono il loro paesino sotto la giurisdizione amministrativa del comune di Santa Venerina.
Leggendo il romanzo è facile immaginare quei luoghi, oggi mutati dal tempo e dalla modernità, ma soprattutto è ancor più facile ricostruire gli intrecci che hanno portato alla nascita di questi territori attraverso rivolgimenti appartenuti alla macro e alla micro storia.
Un pregevole scritto che ripercorre idealmente le tappe della vita dell’autore stesso: adolescente ad Aci Trezza prima, seminarista ad Acireale e parroco di Cosentini e Linera poi, con un breve ritorno a Trezza, per far ritorno oggi nell’antico “Bosco di Aci” a Santa Maria La Stella da abile narratore capace di far parlare ancora oggi vicende storiche di un tempo.
La vita si rende manifesta nel cambiamento ed i veri rivolgimenti sono quelli che partono dall’intimo dell’uomo diventano gesti, opinioni, partecipazione. Il rischio che oggi si corre, come spiega l’autore, è che i rivolgimenti si configurano il più delle volte come tradimenti del senso più alto della vita, perdita della passione per qualcosa di sublime.
 
L’autore don Salvatore Coco, nato a Ficarazzi (Acicastello) nel 1951, viene ordinato presbitero nel 1976. Dal 1978 al 1992 è stato parroco prima a Cosentini e poi a Linera. Nel 1992 è stato nominato arciprete della parrocchia di San Giovanni Battista e parroco della parrocchia Santa Maria la Nova in Acitrezza. Inoltre è canonico della basilica collegiata di San Sebastiano in Acireale e direttore dell'Ufficio Beni culturali ecclesiastici della diocesi di Acireale. Attualmente è anche parroco della parrocchia Santa Maria la Stella in Aci S. Antonio. Ha pubblicato con la A. & B. “La nascita della parrocchia di Acitrezza” (1999); “A te venni Acitrezza” (2007) e “Ultimo banchetto a Trezza” (2009).
 
Acitrezza, 12 Settembre 2011
Il responsabile per la comunicazione
Davide Bonaccorso              
 
 
AddThis Social Bookmark Button
 
Parrocchia San Giovanni Battista - Acitrezza - C. F. 81000990879 - (C) Tutti i diritti sono riservati. All rights reserved. Vietata la riproduzione anche parziale
Progetto realizzato e donato da Agenzia Web